Cosa leggiamo?

Oggi volevo proporvi una lettura interessante che mi è stata segnalata da un’amica, la stessa che mi ha aiutato a metter su questo spazio di condivisione. Si chiama Sara e divora libri con avidità cannibale. Non è l’unica cosa che fa nella vita, ma sicuramente avremo modo di ospitarla ancora e conoscerla di più.

Parliamo della “Trilogia della pianura” di Kent Aruf. A lei la parola.

Quella che voglio proporvi, ringraziando il caro AlfieWriting per lo spazio che mi concede all’interno del suo neonato ma ben avviato blog, non è una recensione nel senso canonico del termine. Non vi parlerò di un libro riassumendovene la trama e commentandone lo stile di scrittura.

Preferisco parlarvi di un luogo.

Siete mai stati a Holt, Colorado? No? Beh, dovreste visitarla, percorrere le sue strade, conoscerne gli abitanti, ascoltare le loro semplici ma profonde e umanissime storie.

No, non andate a cercarla su Google Maps, non la troverete sulle cartine.

Holt è la cittadina -fittizia ma estremamente realistica – in cui sono ambientati i romanzi di Kent Aruf.

E’ grazie alla voce limpida e discreta di questo autore che potrete, come ho fatto io da poco, addentrarvi tra le mille vicende che la piccola città di provincia ha in serbo per voi.

Aruf prende per mano il lettore e lo conduce nelle vie di Holt, la Main Street in primis, facendogli ascoltare le vicissitudini di personaggi di un’umanità straordinaria, non sempre nell’accezione positiva del termine.

La “Trilogia della pianura”, composta dai volumi “Canto della pianura”, “Crepuscolo” e“Benedizione”, è il cuore dell’opera narrativa di Aruf, in cui l’affresco holtiano mostra tutte le sue sfaccettature.

E’ tra le pagine di questi tre volumi che incontreremo i mille volti di Holt: quelli dei due fratelli McPheron, segnati dalla fatica della vita contadina; quello giovane e splendente di Victoria Roubideaux; quello del ragazzo DJ invecchiato precocemente; quello prosciugato dalla malattia di Dad Lewis; quello altero e tormentato del reverendo Lyle; quelli dei molti altri abitanti che avrete modo di conoscere ed amare.

La scrittura di Aruf trasmette un senso di serenità e pacatezza, pur trattando spesso tematiche di forte impatto emotivo.

Ho letto la Trilogia in un periodo non facile della mia vita e l’ho trovata in un certo qual modo confortante. Holt è stata, per qualche ora al giorno, il mio rifugio.

A Holt dipanano la loro trama altri due romanzi di Kent Aruf, “Le nostre anime di notte” e il recentissimo “Vincoli”.

Spero di parlarvene in ospitate successive. Per ora ho preferito focalizzarmi sulla Trilogia, perché è in essa che la coralità della piccola provincia raggiunge il suo apice.

Sara.

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