Siviglia vista da me

Un viaggio arricchisce, a qualsiasi scopo venga fatto.

Sono sul volo di ritorno e mi sento più ricco. Più ricco di emozioni, di sensazioni, di esperienze.
Capita solo a me di avere sentimenti contrastanti alla fine di un viaggio? Sulla via del ritorno mi succede sempre di non vedere l’ora di rientrare a casa, come non vedo l’ora di partire quando pianifico un viaggio.

Viaggiare è imparare, ma è anche fatica, quella fisica dei chilometri da bruciare, ma anche quella di doversi adattare ai sapori, agli odori diversi dai nostri.

Allora adesso ho voglia di un piatto di parmigiana, di sentire il profumo delle melanzane fritte, di criticare il mio piccolo paese che ha troppi difetti, ma so anche che domani tornerò a pensare alle risate di quando non siamo riusciti a capire una parola di quello che ci dicevano con le “s” strisciate spagnole e ai goffi tentativi di imitarne l’idioma, alle ceramiche colorate e al caffè annacquato, alle tapas che ho finalmente capito cosa sono, ai mandarini fuori dalla finestra dell’hotel, alla storia che ha portato Siviglia ad essere una così bella città, alle viuzze dove non passano più che due persone di fianco, ai rumori dei trolley sul pavé del centro storico.

Siviglia è una città in cui si respira tradizione e mentre sei intento a guardarti attorno per trovare la via verso la Giralda ti avvolgono le note di una chitarra cadenzata dal ritmo di una ballerina di flamenco.

Quello stesso ritmo lo ritrovi nei passi ciechi di trenta uomini che trasportano una statua della Madonna a Triana muovendosi in avanti e indietro al tempo dettato dalla banda.

Mentre ancora ti porti dentro quel fiume di gente cerchi di capire l’ inglese, approssimato quanto il tuo, del cameriere che ti fa assaporare la dolcezza del prosciutto crudo.

Bueno, bueno, bueno… è stato il nostro motto!

Buono il prosciutto, buono il posto, buono, anzi ottimo, il gruppo. Ma il sole ormai è calato da un po’ sul mare che scorre sotto i nostri piedi e la voglia è solo di rivedere lo stivale dall’alto per raggiungerne il tacco.

La vita è dove decidiamo di viverla.

La mia casa è lì, in quel piccolo paese della Puglia, ognuno ha il suo.

È quello il segreto per apprezzare altri posti nel mondo, amare la propria terra e arricchirla con un pezzo di ogni luogo che si è amato.

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