È più bella una storia raccontata dal protagonista o da chi l’ha vista accadere?

La scelta dell’utilizzo da parte di un autore della narrazione in prima o terza persona non è aspetto secondario quando si decide di scrivere un romanzo.

Innanzitutto i lettori, che è il mio pensiero costante quando scrivo. Può piacere di più la prima o la terza persona? Credo non ci siano dubbi nell’affermare che piace di più una narrazione da “Deus ex”, non fosse altro che, nonostante i tanti esempi di romanzi dove il narratore è lo stesso protagonista, il numero di romanzi scritti in terza persona è nettamente predominante.

Ma è una questione puramente “estetica”?

Sono convinto di no. La scelta della modalità di narrazione in primis dipende dalla storia che si va a scrivere. Io sono un’amante della terza ma ho scritto il mio libro in prima persona. Allora perché?

L’ho fatto perché ne “L’ultimo sorriso” volevo fosse dominante il percorso di crescita di un ragazzo, che lanciasse un chiaro messaggio a non mollare, a coltivare le proprie passioni e, da quello che mi dite dopo aver letto il mio libro, credo sia stato colto un po’ da tutti. A prescindere dalla bontà o meno delle pagine scritte, l’utilizzo di questo tipo di narrazione ha fatto sì che il lettore si immedesimasse nel protagonista che si guarda in giro, ascolta, sente profumi, prova emozioni.

Da un punto di vista tecnico invece, questo tipo di narrazione è molto più difficoltoso, almeno per me. Me ne sto accorgendo mentre scrivo il secondo romanzo per cui ho scelto un narratore terzo.

È una questione tecnica che però si riflette totalmente nello scritto, perché dar voce al singolo personaggio significa interpretare i fatti secondo il suo punto di vista, che non necessariamente sarà lo stesso di altri personaggi coinvolti nella vicenda. Questi magari la racconterebbero in tutt’altro modo e proverebbero sentimenti differenti. Dunque risulta molto più semplice accendere un occhio di bue da lontano e descrivere cosa si vede piuttosto che salire sul palco, magari anche cambiando il punto di vista dei diversi personaggi, aspetto quest’ultimo che potrebbe rendere la scrittura ancora più difficile.

Una storia in prima persona potrebbe essere narrata dal protagonista come ho fatto io con Alessandro, ma si potrebbe ad esempio cambiare di volta in volta il punto di vista dei vari personaggi. Ma il rischio è di ingenerare nel lettore una sovrapposizione che generi confusione, ecco perché personalmente la ritengo più complicata come scelta. Anche nel caso del singolo punto di vista, per farvi capire la difficoltà narrativa vi pongo una domanda: “Cosa ne sa Alessandro di quello che prova Suela? O cosa sa Alessandro di ciò che accade lontano da lui?” Per rispondere a queste domande è necessario utilizzare strumenti come l’immaginazione o i dialoghi che aiutano a delineare i personaggi per come sono e non per come li vede il protagonista.

Ecco perché ritengo che scrivere in prima persona sia molto più complicato, non fosse altro che si deve costantemente cercare il modo per narrare i fatti rendendoli credibili se raccontati da uno dei protagonisti della storia.

E voi che ne pensate? Vi piace di più un romanzo in prima o in terza persona?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.