Strade di notte – Gajto Gazdanov

Conoscete il brano “The passenger” di Iggy Pop? Sicuramente sì, è celeberrimo! Chissà quante volte vi è capitato di ascoltarlo distrattamente alla radio o canticchiarlo facendo jogging, avviate l’ascolto mentre leggete l’articolo, facciamo questa esperienza insieme.


Sapete di cosa parla? Di un passeggero, come si evince dal titolo. Uno che sta seduto sul sedile di un auto e viaggia tutta la notte attraverso la città, esplorandone soprattutto i bassifondi, quei quartieri che non stanno sulle guide turistiche.


Leggendo “Strade di notte” di Gajto Gazdanov, edito da Fazi nel 2017, si vive un’esperienza identica a quella narrata in pochi versi da Iggy Pop.
Anni Trenta: un tassista russo esule a Parigi attraversa la città di notte a bordo del suo veicolo e ce la mostra in tutto il suo disperato squallore e splendore. Noi siamo lì, accanto a lui, sul sedile del passeggero, gli occhi incollati al finestrino per non perdere nemmeno un dettaglio di quella Parigi buia e spettrale, rischiarata solo da qualche lampione.


Con lui conosciamo gli esemplari di quel mondo notturno e marginale: Platone, Alice, la Raldi, Suzanne dal dente d’oro e molti altri personaggi che si fanno largo nel nostro cuore per rimanervi, con la loro disperazione, la loro mancanza di alternative nella vita e la loro profonda, infinita umanità.
“Strade di notte” non ha un protagonista nel senso canonico del termine. Nemmeno il narratore – alter ego di Gazdanov – può definirsi tale. I personaggi di cui ho parlato poco fa – ed altri che scoprirete leggendo – sono solo figure che giocano un ruolo sì importante, ma non fondamentale.
La vera protagonista di questo stupendo romanzo riscoperto dall’editore Fazi, sempre foriero di ottima letteratura, è Parigi, una Parigi non certo da cartolina o da commedia romantica hollywoodiana. E’ la Parigi degli operai, dei diseredati, degli alcolizzati, dei mendicanti, dei protettori e delle prostitute. Ma è anche la Parigi degli esuli russi sfuggiti alla rivoluzione e alla guerra civile che ne seguì, come lo stesso Gazdanov. Anche loro ritroviamo in queste pagine meravigliose, con tutto il loro carico di nostalgia, illusione e fuga nel passato.


“Strade di notte” è un libro che rimane dentro. Anche dopo aver girato l’ultima pagina, anche dopo averlo risfogliato per annotare le citazioni che avevamo sottolineato, noi passeggeri del taxi di Gazdanov continuiamo a viaggiare attraverso la notte parigina di quasi un secolo fa e a guardare da quel finestrino le strade che si srotolano sotto i nostri occhi, con il loro carico di personaggi borderline che ci hanno lasciato qualcosa dentro.

Un libro che va letto!

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