Donato Carrisi – L’uomo del labirinto

È il mio primo libro di Carrisi, ok. Ne leggerò ancora? Forse sì, ma vi dico subito una cosa: “Da quando l’ho terminato provo qualcosa di simile all’angoscia.”

Le sensazioni su questo libro sono contrastanti, quindi partiamo dai dati di fatto.

L’ho letto in pochissimo tempo e mi ha messo angoscia.

Credo siano già due punti a favore, la storia prende e si ha voglia di sapere come finisce, inoltre riesce a suscitare quelle emozioni che i thriller dovrebbero dare. Del resto non è un caso che Carrisi sia riconosciuto tra i migliori autori italiani di thriller.

Probabilmente è un po’ lontano dalle mie corde, perché ad esempio non ho trovato una grande caratterizzazione dei personaggi e nemmeno dei luoghi. Il punto di forza di questo libro è senza dubbio la trama, anche se a volte l’ho trovata un tantino surreale ed eccessivamente intricata al punto che non tutto sembra essere chiaro almeno dopo una prima lettura.

Sicuramente però, gli intrecci che Carrisi è stato in grado di creare, assieme al profilo psicologico del colpevole, giocano a favore di una lettura che tiene con il fiato sospeso.

Lo consiglio a chi in un romanzo cerca pathos e tensione.

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