I dialoghi: strumenti letterari o elementi narrativi?

Prima di tutto una certezza: in un romanzo i dialoghi tra i personaggi non mancano mai.

Certo, i personaggi se sono vivi, parlano, questo è indubbio. Uno che narra una storia si trova spesso a riferire anche di parole dette da questo piuttosto che da quell’altro intervenuto nella scena.

Io credo che l’utilizzo dei dialoghi in un romanzo sia indispensabile per più motivi.

Provate a immaginare una scrittura senza interruzioni, non vi sembrerebbe un po’ pesante?

Ecco il primo motivo per inserire un bel dialogo. Un romanzo narra qualcosa, un avvenimento, dunque è facile pensare che qualcuno abbia scambiato qualche parola. Inserirla può sicuramente agevolare la lettura che passerebbe da un narrato a uno scambio di battute più immediato.

C’è un altro motivo per cui i dialoghi sono importanti in un romanzo ed è un motivo più tecnico.

Ai corsi di scrittura insegnano che i dialoghi devono essere utilizzati per rivelare qualcosa di importante nella storia. Perché?

Perché sentirlo dalla bocca del protagonista fa più effetto? Forse. Ma penso, più che altro, perché svelare un colpo di scena con uno strumento già rapido in sé come un dialogo può avere proprio l’effetto che si era prefissati: shockare il lettore per dare al colpo di scena il giusto risalto. A tal proposito ci insegnano che i dialoghi dovrebbero sempre apportare delle novità al romanzo, essere utilizzati per questo scopo o anche come raccordo di due parti di narrazione.

Su quest’ultimo aspetto permettetemi di dissentire.

I dialoghi non devono a mio avviso essere utilizzati solamente per svelare o aggiungere novità alla trama, ed è questo il terzo motivo e forse quello che mi piace di più, dell’importanza dei dialoghi in un romanzo.

Quando si decide di scrivere una storia lo si fa attraverso dei personaggi che hanno delle caratteristiche. Tra queste, una deve necessariamente essere il modo in cui si esprime. Che tipo di linguaggio usa. Non è immaginabile che un bambino parli come un rapinatore, dunque nel curare i dialoghi si deve necessariamente tener presente la credibilità del personaggio.

La credibilità, dunque, come aspetto da tenere in considerazione, ma non ho ancora risposto al perché secondo me i dialoghi non debbano necessariamente essere utilizzati per aggiungere aspetti alla storia.

Lo faccio con una domanda: Il modo di esprimersi di una persona (che va necessariamente curato per quella credibilità che dicevamo prima) ti aiuta a conoscere di più di lei?

Direi che la risposta non può che essere sì.

Il modo che ha di esprimersi, magari di gesticolare, ci fa apprendere molto della persona che abbiamo di fronte. Ecco perché secondo me i dialoghi possono anche essere usati per far conoscere di più gli aspetti psicologici dei personaggi che si vuole descrivere. E se non aggiungono elementi alla trama lo fanno sicuramente arricchendo il quadro che identifica i protagonisti.

«Signor Cocco, non vorrei sembrarle maleducata, ma non credo che il dottore sia interessato alla sua rivista.»

«Io credo invece che possa essergli utile.»

L’ultimo sorriso (Policromia)

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