Salone di Torino – Giorno 1

Quando mesi fa mi hanno detto di andare al Salone di Torino, a parte accettare senza esitazione, non ho dato troppo peso alla cosa. Sono fatto così, affronto gli avvenimenti quando è il momento di farlo.

E forse questa mia caratteristica è stata utile anche quando, atterrato a Torino, sono rimasto imbottigliato nel traffico della città, tardando ancora quel momento magico dell’ingresso al Salone non come visitatore ma come autore.

Essere proiettato da una stanzetta con dentro tutto il mio mondo fantastico alla più importante manifestazione di libri d’Italia è stato come vivere in uno stato d’incoscienza.

Vedere la sala piena e parlare del mio libro è stato come sentirsi in un angolo di quel mondo che avevo immaginato mentre scrivevo L’ultimo sorriso.

Firmare le copie ai lettori, un onore che spero di meritare ancora in futuro.

È stato tutto così veloce come solo i momenti belli possono trascorrere.

Ed è stato solo l’inizio, da domani prende avvio per me la nuova avventura della presenza in stand per incontrare il vero motore degli scrittori, i lettori. E io già non vedo l’ora.

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