18/07/2019 È nato “On the (h)edge of precipice” – Sull’orlo del precipizio

Sì, ce l’ho fatta anche questa volta. Nonostante alcune battute d’arresto che in alcuni momenti hanno rischiato di scoraggiarmi seriamente, ieri verso le quindici ho scritto la parola fine sull’ultima pagina del mio secondo romanzo, “On the (h)edge of precipice – Sull’orlo del precipizio”.

È una sensazione strana quella che si prova quando si finisce di scrivere la storia che da mesi – da più di un anno nel mio caso – ti vive dentro.

C’è soddisfazione, certo; c’è un senso di compiutezza che durante tutta la stesura si attende con impazienza, c’è l’orgoglio per il proprio lavoro, c’è l’eccitazione per i passi successivi da compiere, c’è tanta, tantissima aspettativa.

Ma c’è anche uno strano vuoto, un disorientamento che ti coglie quando ti rendi conto che ti sei oramai lasciato alle spalle quella parte di mondo interiore che ti ha accompagnato per un periodo intenso e a tratti anche difficile della tua vita.

Certo, ci sarà ancora da lavorare parecchio per la messa a punto definitiva del manoscritto, ci saranno riletture, correzioni e revisioni, ci sarà la fase della scelta della copertina. Ma il momento creativo vero e proprio, quello in cui la fantasia prende il volo e le frasi pulsano dentro la testa impazienti di venir fuori, quello in cui i personaggi si fanno avanti tutti assieme pretendendo di essere ascoltati e capiti, quello in cui anche quando non si scrive si vive con metà del cervello in esilio volontario… beh, quel momento è finito. Quella spinta propulsiva si è esaurita nel momento in cui ho deciso il destino dei miei personaggi.

Temporaneamente. Sì, è proprio questa parola ad attenuare quel senso di disorientamento e nostalgia che ho finora cercato di spiegare: temporaneamente.

Il vuoto, l’assenza di quel mondo che mi porto dentro – ma meglio sarebbe dire quei mondi – non può durare a lungo.

So, ne sono fermamente convinto, che presto ci sarà una nuova storia a chiamarmi, a popolare i miei pensieri, a richiedere di essere trasposta in parole e frasi.

Spero non si faccia attendere per molto!

Spero altresì che tutti quelli che hanno apprezzato L’ultimo sorriso, continuino a darmi fiducia per questo secondo lavoro e magari possano aiutarmi a far conoscere i miei romanzi a chi ancora non sono stato in grado di raggiungere.

A presto carissimi lettori, non fatemi mancare il vostro affetto, è la benzina per continuare.

Alfie

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