Cara Puglia datti da fare!

Tempo fa, parlando con un’amica genovese delle varie iniziative a favore della lettura, della scrittura e in generale di promozione culturale che hanno luogo nel nostro territorio, mi colpì la sua esclamazione:

PERÒ, NE ORGANIZZATE DI COSE DA VOI!

Quell’esclamazione mi sorprese allora perché, da meridionale, profondamente terrone e pugliese, ma a cui piace osservare quello che accade anche fuori dal proprio ambito, ero ben consapevole che soprattutto nelle regioni del nord Italia la lettura occupa spazi ben più comodi e confortevoli che al sud. Quindi, sentirmi dire da una persona che dovrebbe essere abituata a un certo tipo di fermento culturale e artistico che ci davamo parecchio da fare, non nego che mi abbia fatto un grandissimo piacere.

Probabilmente quel fermento è dato da quel gap che cerchiamo di colmare con infinita pazienza e dedizione. Sicuramente la passione che ci mettiamo è quella di chi cerca di condividere qualcosa che ama, per far sì che tutti possano amarla allo stesso modo.

A guardar le statistiche però i risultati sono impietosi.

Viviamo in una terra fantastica, baciata dalla natura, con paesaggi tra i più belli al mondo, e non lo dico per campanilismo, mi attengo a ciò che riviste specializzate mondiali dicono di questa terra chiamata Puglia. Abbiamo la fortuna di avere il mare che quasi ci circonda per intero, abbiamo paesaggi brulli come la Murgia, grandi pianure come il Tavoliere, rilievi come il Gargano, i Trulli della Valle d’Itria, impianti archeologici di primaria importanza già in epoca romana, servizi terziari all’avanguardia.

Si, miei conterranei, abbiamo tutto questo nella nostra regione.

Poi l’Istat pubblica i dati sulla lettura e colloca la nostra regione al quartultimo posto per presenza di lettori.

Peggio di noi solo Campania, Calabria e Sicilia, come a voler confermare che man mano si scende lo stivale, la cultura assume sempre meno importanza.

In Puglia solo una persona su quattro dichiara di aver letto un libro.

Un libro. Ma noi attendiamo fiduciosi le statistiche 2019 perché con l’uscita del romanzo della De Lellis troveremo un incremento considerevole, visto che molti dei suoi lettori all’uscita delle presentazioni in giro per librerie hanno dichiarato che quello era il primo libro che leggevano.

Digressione poco polemica a parte, torniamo a parlare del commento ammirato che mi ha fatto riflettere e decidere di buttare giù queste righe.

Se penso a quest’ultimo anno soltanto, ho partecipato a diversi eventi, non solo per la presentazione del mio romanzo, ma anche di promozione artistica. Ho aiutato altri autori come me a presentare i loro lavori al pubblico, ho ricevuto inviti da parte di tanti addetti del mondo della lettura che organizzano con passione e spesso senza denaro, manifestazioni dal profilo altissimo.

Sono stato invitato a coadiuvare un PON sulla Scrittura Creativa al Liceo Fermi di Canosa e, con quei ragazzi abbiamo raggiunto l’importante obiettivo di vedere pubblicati i loro sforzi creativi e letterari, con una raccolta che a breve sarà in libreria e si intitolerà Ti “Fermi” e… Racconti.

Ho partecipato ad un’altra importante manifestazione organizzata dai giovanissimi dell’Interact che, per promuovere la lettura tra i loro coetanei, hanno messo su un interessantissimo Caffè Letterario alla loro maniera.

Assieme all’Associazione Amici dell’Antica Libreria del Corso a settembre abbiamo organizzato un contest letterario per invogliare chiunque a cimentarsi nella scrittura di un racconto facendosi ispirare da un’altra arte molto praticata nel nostro territorio, la fotografia.

Insomma, un mondo in fermento che si dà da fare ogni giorno affinché la cultura assuma un’importanza primaria anche da noi. Le statistiche, però, stanno ad indicare che la strada intrapresa è molto lunga e tortuosa. Allo stesso tempo abbiamo il vantaggio di avere un grande potenziale di crescita e noi, amici pugliesi, possiamo farcela, dobbiamo farcela.

Vi lascio con un piccolo messaggio:

“Un’economia depressa come quella del nostro territorio, in cui è sempre più difficile trovare lavoro e che ha spinto, solo nell’ultimo anno, oltre ventimila giovani a trasferire la loro residenza nelle regioni del Nord – solo per parlare della mia provincia, quella di Barletta-Andria-Trani -, in cui anche le vicende di attualità come la vertenza ArcelorMittal a Taranto rischiano di far ulteriormente peggiorare la situazione, quale potrebbe essere la migliore risorsa da valorizzare se non il turismo? E quale tipo di turismo potrebbe attrarre verso una terra così ricca come la nostra a parte quello balneare? Il futuro della Puglia passa attraverso la crescita culturale. Dobbiamo esserne consapevoli noi tutti per poter trasferire questo messaggio a chi si occupa di politica, per far sì che si mettano in pista tutte quelle attività capaci di darci lo sviluppo che da pugliesi meritiamo.”

FORZA AMICI PUGLIESI

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